TEMPO VESTIZIONE DIVISA AL LAVORO
 
Ci sono pervenuti quesiti da parte di alcuni colleghi riguardanti la questione del computo o meno, come orario di lavoro, del tempo necessario ad indossare e a dismettere la divisa aziendale.

A tal fine vi trasmettiamo in particolare la pronuncia della Corte di Cassazione n. 270179 del 22 agosto 2008, secondo la quale il tempo occorrente al personale dipendente per indossare la divisa aziendale deve essere retribuito, qualora tale operazione sia disposta dal datore di lavoro, il quale ne disciplina il tempo e luogo dell’esecuzione.
Riportiamo di seguito uno stralcio della sentenza - Cassazione civile, sezione lavoro, 22 luglio 2008 n. 20179 - che vi alleghiamo:

"...ai fini di valutare se il tempo occorrente per indossare la divisa aziendale debba essere retribuito o meno, occorre far riferimento alla disciplina contrattuale specifica: in particolare, ove sia data facoltà al lavoratore di scegliere il tempo e il luogo ove indossare la divisa stessa (anche presso la propria abitazione, prima di recarsi al lavoro) la relativa attività fa parte degli atti di diligenza preparatoria allo svolgimento dell'attività lavorativa, e come tale non deve essere retribuita; mentre se tale operazione è diretta dal datore di lavoro, che ne disciplina il tempo ed il luogo di esecuzione, rientra nel lavoro effettivo e di conseguenza il tempo ad essa necessario deve essere retribuito..."

E’ anche opportuno sottolineare che, in moltissime aziende sanitarie pubbliche e private, i turni di lavoro applicati al personale infermieristico hanno sempre tenuto conto del cambio divisa e del tempo di consegna, e quindi hanno già applicato una modalità coerente cin quanto espresso dalla giurisprudenza.
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ATTIVAZIONE FONDO DI QUIESCENZA EX ART. 15 L.R. 6/2009
 
Come è noto l’art.15 della L.R. 6/2009 ha disposto l’istituzione a decorrere dall’esercizio finanziario 2010 del Fondo di Quiescenza, per il pagamento del trattamento di quiescenza e dell’indennità di buonuscita del personale regionale.
In data 1 febbraio u.s. la Corte dei Conti ha registrato il Regolamento di organizzazione del Fondo di Quiescenza, che è stato pubblicato sulla GURS n.6 dell’8 febbraio ed è entrato in vigore.
L’immediato avvio della funzionalità del Fondo è indifferibile per le scriventi, oltre che normativamente prevista, per il corrente esercizio finanziario e che dunque sconta già due mesi di ritardo.
È di palese evidenza la necessità di normalizzare la anomale situazione contributiva e previdenziale venutasi a creare con l’abolizione del previdente Fondo di Quiescenza.
L’amministrazione Regionale infatti, si è sinora trovata nella anomala situazione di essere al contempo ente previdenziale e datore di lavoro, basti rilevare che nel bilancio della Regione Siciliana detta contribuzione è stata contabilizzata sia in uscita in appositi capitoli di spesa sia in entrata nel capitolo 3629,
determinando una gestione previdenziale e contributiva poco trasparente e che trova allocazione in bilancio quale una qualsiasi voce di entrata e spesa.
Il Fondo consente di raggiungere l’obiettivo di rendere autonoma la gestione della previdenza, come avviene in tutto il panorama delle altre pubbliche amministrazioni, con la naturale conseguenza di separare la gestione della previdenza da quella del bilancio.
Inoltre il bilancio della Regione Siciliana stenta a svolgere il suo ruolo peculiare di strumento di politica economica, in quanto ingessato dalla spesa corrente che lo assorbe in larga parte: con la riforma la gestione previdenziale dei trattamenti di pensione sarà finalmente curata da una struttura specializzata con
una gestione dedicata senza possibilità di commistione con la gestione del bilancio regionale.
Infatti, grazie all’istituzione del Fondo di quiescenza e l’adozione implicita di un sistema finanziario “a capitalizzazione”, comportante l’accumulo reale della contribuzione, la Regione Siciliana, con una sorta di risparmio forzato, ha programmato di avviare un percorso virtuoso.
In tale processo la fase transitoria riveste carattere di delicatezza, atteso che occorre procedere in modo da scongiurare il verificarsi di soluzioni di continuità nell’erogazione dei trattamenti pensionistici e dell’indennità di buonuscita al personale avente diritto ed avviare nel contempo la piena operatività
dell’Ente.
A tutt’oggi, per quanto è dato conoscere a queste Organizzazioni Sindacali si è solo proceduto all’individuazione del futuro Direttore del Fondo da parte della Giunta di Governo per curarne nell’immediato gli adempimenti prodromici alla sua attivazione, ma nessun altro adempimento risulta sia stato realizzato.
Appare poi indispensabile che, con l’approssimarsi della scadenza dell’esercizio provvisorio, il disegno di legge di bilancio preveda degli autonomi capitoli di spesa relativi alle spese di funzionamento del Fondo, alle spese del personale, ai trasferimenti finanziari, etc..
Per le motivazioni di cui in premessa le scriventi chiedono che si proceda con immediatezza alla costituzione degli organi del Fondo Pensioni, enucleati all’art.6 del predetto Regolamento, che ne prevede la nomina entro 30 giorni dalla sua entrata in vigore.
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DIRIGENZA DELLE AUTONOMIE LOCALI, STIPULATO IL CCNL 2006-2009 PARTE NORMATIVA E IL BIENNIO ECONOMICO 2006-2007
 
Volpato (Cisl Fp): “Una contratto che dà valore al lavoro degli oltre 10mila dirigenti del comparto”
 
Firmato oggi, dopo la registrazione positiva della Corte dei Conti, il contratto nazionale degli oltre 10.000 dirigenti del comparto Regioni – Autonomie Locali per il quadriennio normativo 2006-2009 e biennio economico 2006-2007.
Per Daniela Volpato, segretario nazionale della Cisl Fp, si tratta di un risultato importante “che porta miglioramenti significativi sia sul tabellare che sulla retribuzione accessoria, e che scommette sulla professionalità dei dirigenti in servizio presso gli oltre 8 mila enti del comparto”.
Il contratto, afferma il segretario, “riconferma e rafforza gli specifici contenuti professionali e le particolari responsabilità che caratterizzano la figura del dirigente. Dà valore al lavoro, anche alla luce del processo di trasformazione che sta interessando le pubbliche amministrazioni e dei nuovi equilibri che verranno con il federalismo fiscale”.
L'incremento complessivo del nuovo ccnl è in linea con la percentuale che ha caratterizzato tutti i rinnovi del pubblico impiego e in media è pari a 281,20 euro medi mensili. A cui – sottolinea Volpato - “si aggiungeranno le ulteriori risorse, destinate al trattamento accessorio, che gli enti dovranno mettere a disposizione a fronte del rispetto dei parametri di efficienza e di specifici criteri di virtuosità  gestionale”.
Il segretario della federazione del pubblico impiego Cisl, giudica importanti anche i risultati raggiunti per la parte normativa, “dove sono stati sciolti i nodi di una questione particolarmente delicata come quella relativa al codice disciplinare dopo  il  decreto legislativo 150/2009. Le nuove norme introducono un sistema sanzionatorio bilanciato e più equilibrato anche al fine di tutelare il rapporto di lavoro del dirigente. Con garanzie precise: prima fra tutte il reintegro del dirigente illegittimamente o ingiustamente licenziato. E’ stato poi respinto qualsiasi inasprimento dell’istituto del recesso per motivi organizzativi”.
La firma di oggi, conclude Volpato, “rappresenta anche una spinta per la contrattazione decentrata, che l’accordo sui nuovi assetti contrattuali indica come strumento strategico per migliorare la qualità del lavoro e l’efficienza dei servizi locali ai cittadini. Il nostro impegno sarà ora finalizzato all’avvio e alla rapida conclusione del confronto per il biennio economico 2008-2009”.
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