SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO IN MATERIA DI FABBISOGNI STANDARD PER GLI ENTI LOCALI
Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare lo schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia “di determinazione dei fabbisogni standard di Comuni, Province e Città metropolitane”.
L’obiettivo è dare attuazione alla legge 42/2009 sul federalismo che rappresenta un momento istituzionale importante e da tempo atteso nel processo di riforma iniziato nel 2001 con la riforma del Titolo V della Costituzione.
Come noto, infatti, la legge n. 42 ha come finalità principale quella del superamento della spesa storica in favore dei costi standard per realizzare un modello finanziario improntato al principio di responsabilità dei singoli livelli istituzionali, di trasparenza e di controllo democratico.
Lo schema del decreto si presenta snello e si compone di 8 articoli.
Lo schema di decreto individua, all’articolo 1, le funzioni fondamentali di comuni e province e all’articolo 4 delinea il procedimento di determinazione dei fabbisogni standard, affidando alla società studi di settore Sose S.p.a il compito di definire metodologie per la loro individuazione, avvalendosi della collaborazione scientifica dell`IFEL (Istituto per la Finanza e l'Economia Locale), che dovrà svolgere una funzione generale di supporto per tutte le attività indicate nel decreto.
Per la stima dei fabbisogni la Sose Spa dovrà tenere conto di una serie di variabili che consentano di valutare le diverse specificità locali.
Lo schema di decreto, oltre alla spesa storica sostenuta finora e ai costi pro capite di un determinato servizio (anche con riferimento a quelli esternalizzati o svolti in forma associata), prevede che si tenga conto “della produttività e della diversità della spesa in relazione all`ampiezza demografica, alle caratteristiche territoriali, con particolare riferimento alla presenza di zone montane, alle caratteristiche demografiche, sociali e produttive dei predetti diversi enti, al personale impiegato, all’efficienza, all`efficacia e alla qualità dei servizi erogati nonché al grado di soddisfazione degli utenti”.
Si prevede, inoltre, che la società Sose S.p.a. possa predisporre, ai fini della determinazione dei fabbisogni standard, appositi questionari per raccogliere i dati strutturali e di bilancio dei comuni e delle province, che avranno 6o giorni di tempo per fornire via internet tutti gli elementi richiesti, si prevede il blocco dei trasferimenti per gli enti inadempienti, fino alla regolarizzazione della procedura.
Le metodologie predisposte dalla Sose S.p.a. andranno sottoposte all’approvazione della Commissione tecnica paritetica per l’attuazione del federalismo fiscale (che avrà 15 giorni per presentare le sue osservazioni) e trasmesse al dipartimento delle Finanze e poi alla Ragioneria generale dello Stato e al Ministero dell’Economia.
Successivamente tutto confluirà in un DPCM che sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale e distribuito on line sui siti degli enti locali.
Lo schema di decreto prevede all’articolo 6 l’avvio di una fase transitoria con un processo graduale di adeguamento che andrà a pieno regime nel 2016. In particolare si prevede che un terzo delle funzioni degli enti e le relative risorse saranno trasferite nel 2011 con relativa determinazione dei criteri dei fabbisogni standard, un terzo nel 2012 e le restanti nel 2013. Per queste tre fasi si prevede un processo di gradualità, diretto a garantire l’entrata a regime di ognuna nell’arco del triennio successivo.
Come evidenziato si tratta di un processo progressivo che assumerà contenuti concreti solo a partire dai risultati che deriveranno dagli studi di settore della società Sose, auspichiamo che il processo di riforma solleciti e responsabilizzi le amministrazioni locali a rigore, efficienza e razionalizzazione della spesa pubblica, ferma restando la necessità di verificare l’impatto del federalismo fiscale sulla qualità delle prestazioni erogate dalle amministrazioni locali e sui lavoratori.
Vi allego il testo dello schema di decreto, che ora passerà all'esame della Conferenza Stato-Regioni e della Commissione bicamerale per il federalismo fiscale, e poi sarà sottoposto nuovamente al Consiglio dei Ministri. Con l’occasione vi allego il testo della relazione sul federalismo fiscale che il Governo ha presentato alle Camere in ottemperanza a quanto previsto dall’articolo 2 comma 6 della Legge 5 maggio 2009, n. 42.
L’obiettivo è dare attuazione alla legge 42/2009 sul federalismo che rappresenta un momento istituzionale importante e da tempo atteso nel processo di riforma iniziato nel 2001 con la riforma del Titolo V della Costituzione.
Come noto, infatti, la legge n. 42 ha come finalità principale quella del superamento della spesa storica in favore dei costi standard per realizzare un modello finanziario improntato al principio di responsabilità dei singoli livelli istituzionali, di trasparenza e di controllo democratico.
Lo schema del decreto si presenta snello e si compone di 8 articoli.
Lo schema di decreto individua, all’articolo 1, le funzioni fondamentali di comuni e province e all’articolo 4 delinea il procedimento di determinazione dei fabbisogni standard, affidando alla società studi di settore Sose S.p.a il compito di definire metodologie per la loro individuazione, avvalendosi della collaborazione scientifica dell`IFEL (Istituto per la Finanza e l'Economia Locale), che dovrà svolgere una funzione generale di supporto per tutte le attività indicate nel decreto.
Per la stima dei fabbisogni la Sose Spa dovrà tenere conto di una serie di variabili che consentano di valutare le diverse specificità locali.
Lo schema di decreto, oltre alla spesa storica sostenuta finora e ai costi pro capite di un determinato servizio (anche con riferimento a quelli esternalizzati o svolti in forma associata), prevede che si tenga conto “della produttività e della diversità della spesa in relazione all`ampiezza demografica, alle caratteristiche territoriali, con particolare riferimento alla presenza di zone montane, alle caratteristiche demografiche, sociali e produttive dei predetti diversi enti, al personale impiegato, all’efficienza, all`efficacia e alla qualità dei servizi erogati nonché al grado di soddisfazione degli utenti”.
Si prevede, inoltre, che la società Sose S.p.a. possa predisporre, ai fini della determinazione dei fabbisogni standard, appositi questionari per raccogliere i dati strutturali e di bilancio dei comuni e delle province, che avranno 6o giorni di tempo per fornire via internet tutti gli elementi richiesti, si prevede il blocco dei trasferimenti per gli enti inadempienti, fino alla regolarizzazione della procedura.
Le metodologie predisposte dalla Sose S.p.a. andranno sottoposte all’approvazione della Commissione tecnica paritetica per l’attuazione del federalismo fiscale (che avrà 15 giorni per presentare le sue osservazioni) e trasmesse al dipartimento delle Finanze e poi alla Ragioneria generale dello Stato e al Ministero dell’Economia.
Successivamente tutto confluirà in un DPCM che sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale e distribuito on line sui siti degli enti locali.
Lo schema di decreto prevede all’articolo 6 l’avvio di una fase transitoria con un processo graduale di adeguamento che andrà a pieno regime nel 2016. In particolare si prevede che un terzo delle funzioni degli enti e le relative risorse saranno trasferite nel 2011 con relativa determinazione dei criteri dei fabbisogni standard, un terzo nel 2012 e le restanti nel 2013. Per queste tre fasi si prevede un processo di gradualità, diretto a garantire l’entrata a regime di ognuna nell’arco del triennio successivo.
Come evidenziato si tratta di un processo progressivo che assumerà contenuti concreti solo a partire dai risultati che deriveranno dagli studi di settore della società Sose, auspichiamo che il processo di riforma solleciti e responsabilizzi le amministrazioni locali a rigore, efficienza e razionalizzazione della spesa pubblica, ferma restando la necessità di verificare l’impatto del federalismo fiscale sulla qualità delle prestazioni erogate dalle amministrazioni locali e sui lavoratori.
Vi allego il testo dello schema di decreto, che ora passerà all'esame della Conferenza Stato-Regioni e della Commissione bicamerale per il federalismo fiscale, e poi sarà sottoposto nuovamente al Consiglio dei Ministri. Con l’occasione vi allego il testo della relazione sul federalismo fiscale che il Governo ha presentato alle Camere in ottemperanza a quanto previsto dall’articolo 2 comma 6 della Legge 5 maggio 2009, n. 42.
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VERTENZA PRECARIATO - APPROVAZIONE MANOVRA CORRETTIVA L’art. 14 del D. Lgs. 78/10 che consente la proroga dei rapporti di lavoro a tempo determinato del personale in servizio negli Enti delle Regioni a statuto speciale, così come emendato dal Senato della Repubblica ed approvato dalla Camera dei Deputati, diventa legge. La proroga, fortemente voluta dalla CISL per garantire la continuità dei rapporti di lavoro, se da un lato è essenziale per i lavoratori interessati, dall’altro non può e non deve rimanere l’unico provvedimento legislativo sostenuto dal Governo Regionale, ed ottenuto in campo nazionale. E’ ora che il Governo Siciliano faccia la sua parte! Nel merito, abbiamo già chiesto un apposito intervento del Governo Regionale affinché, innanzi tutto, emani tempestivamente un’apposita circolare al fine di garantire la continuità dei contratti a tempo determinato, già scaduti, o prossimi a scadere. Riteniamo che la circolare debba avere caratteristiche non annuali ma di più ampio respiro temporale, a garanzia di tutto il personale con contratto a tempo determinato in servizio negli Enti territoriali, collegata ad una apposita Legge Regionale che consenta l’assunzione a tempo indeterminato di tutto il personale precario, mettendo fine alla piaga sociale del precariato. Da mesi la CISL ripete che: ”La Regione deve trovare al proprio interno la soluzione per il precariato che passa attraverso un piano programmatico di utilizzo delle risorse umane e la garanzia della continuità dei rapporti in essere, valorizzando le professionalità esistenti tra i precari e puntando ad aumentare l’efficienza e la produttività dell’amministrazione pubblica regionale. Per fare questo occorre una legge che, evitando scorciatoie e/o soluzioni temporanee, punti ad una soluzione strategica incentrata su un piano pluriennale che impieghi in modo strutturale tutto il personale precario delle Pubblica Amministrazione”. Riteniamo tali passaggi fondamentali per la risoluzione della vertenza, senza questi presupposti, qualsiasi disegno di Legge predisposto dal Governo Regionale incapperebbe nel blocco del Commissario dello Stato, trasformandosi nel consueto “raggiro” dei lavoratori, più volte perpetrato dalla politica isolana. Attendiamo gli eventi valutando le azioni da intraprendere, già nei prossimi giorni. MANOVRA ECONOMICA 2010 Come è noto, ieri la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il disegno di legge di conversione del decreto legge 31.05.2010, n. 78, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica.
Al riguardo, la Segreteria Nazionale ha predisposto del materiale informativo (newsletter, slide e manifesto), che si allega in copia, che è stato, altresì, pubblicato anche nel sito ufficiale della CISL FP, nella sezione “speciale manovra finanziaria 2010”. Si invitano le strutture in indirizzo ad assicurare una immediata e capillare diffusione del citato materiale informativo in tutti i posti di lavoro. Anticipiamo, infine, che nella mattinata di domani sarà disponibile nel nostro sito una intera pagina del quotidiano nazionale “Italia Oggi”, interamente dedicato alla CISL FP, che riporterà un intervento del Segretario Generale, Giovanni Faverin. |












